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Nei nostri dintorni sono molteplici le attrattive turistiche e le possibilità di praticare sport.

Vi elenchiamo i principali punti d'interesse:

Grotte Borgio verezzi - www.grottediborgio.it
Grotte di Toirano - www.toiranogrotte.it
Parco Le Caravelle - www.lecaravelle.com
Montecarlo - www.monaco-tourisme.com
Acquario Genova -www.acquario.ge.it
Portofino - www.comune.portofino.genova.it
Cinque Terre - www.cinqueterre.it
Balene (Whale watch) - www.whalewatch.it
Casinò Sanremo - www.casinosanremo.it
Casinò Montecarlo - www.casinomontecarlo.com

Vi elenchiamo i principali Sport praticabili:

Biking, Trekking, Climbing - www.rockstore.it
Bike - MTB 24 h Finale - www.24hfinale.com
Golf Garlenda - www.garlendagolf.it
La Filanda Golf Club Albisola - www.filanda.org
Spot Surf, Windsurf & Kite - www.maresport.net
Diving Finale Ligure - www.cycnus.net
Diving Spotorno - www.nereosub.com

Tovo San Giacomo (fonte sito del comune http://www.comune.tovo-san-giacomo.sv.it/ ).

Tovo deriva da tuvu (tufo), da uno strapiombo tufaceo in contrada Bronati.

Centro agricolo della val Maremola, situato alla sinistra del torrente sulle pendici meridionali del colle dei Folchi (321 m). Antico possesso dei Vescovi di Albenga, fu compreso nella marca aleramica (secolo X) e passò a Bonifacio del Vasto (1091) e, nel secolo XII, ai Del Carretto marchesi di Savona e di Finale.

Passò alla Spagna nel 1598 ed alla Repubblica di Genova nel 1713. Del castello feudale restano le rovine sul colle dei Folchi.
La parrocchiale di San Giovanni Battista a Bardino Vecchio, rimaneggiata in epoca moderna, è affiancata da un campanile trecentesco. Di costruzione barocca la parrocchiale di San Sebastiano (1681-1708) a Bardino Nuovo e la parrocchiale di Tovo.
A Bardino Nuovo è possibile visitare il Museo dell'Orologio da Torre "G. B. Bergallo" primo museo italiano di orologeria monumentale.

Pietra Ligure (fonte wikipedia).

Pietra Ligure deve il suo nome all'antico castello che si erge sullo spuntone di roccia esposto a nord-est, dominando la baia, la costa e le colline circostanti. Castrum et Oppidum Petrae, il castello di pietra, costruito nel VII - VIII secolo ed abitato a lungo dai Vescovi di Albenga, che nel 1100 ne fecero loro dimora estiva.
I primi insediamenti umani nella zona, risalenti al periodo neolitico, sono attestati dai vari reperti archeologici rinvenuti nelle caverne del monte Trabocchetto (Rocca delle Fene). Tra i vari reperti alcuni attrezzi per la caccia e la difesa, ma anche tracce di focolare. Altri ritrovamenti, come una tomba a carro riportabile, sono invece databili all'età del ferro e al dominio imperiale romano nella zona. Furono inoltre ritrovate monete antiche del I e del II secolo, facendo supporre agli studiosi la costituzione di un centro abitato che, dopo il passaggio della via Aurelia verso la Costa Azzurra, acquistò maggiore importanza economica grazie al collegamento viario con i maggiori centri romani di Vado Ligure e Albenga.
I Romani dovettero far fronte a una lunga resistenza da parte degli abitanti della zona (Ingauni - Liguri), che arrivarono ad allearsi con i Cartaginesi nel corso della seconda guerra punica. La sottomissione all'Impero Romano fu definitiva dopo la sconfitta cartaginese del 181 a.C., nella battaglia combattuta presso Capo Caprazoppa, a Finale Ligure.
Durante l'era longobarda cominciò a svilupparsi il borgo medievale, intorno al castello già presente in epoca romana, fra la foce del torrente Maremola e il colle del Trabocchetto. La vicinanza del monte al mare favorì la coltivazione dei cereali e degli ortaggi, grazie alla naturale difesa dai venti. Il borgo, acquistata maggior potenza economica, divenne presto attrattiva feudale dei signori del luogo e della chiesa, come i Marchesi Del Carretto e il vescovo di Albenga, ma solo quest'ultimo riuscì a dominare il comune rivierasco. Il vescovo si adoperò per la ricostruzione del castello, nel XII secolo, e del borgo medievale, di cui restano ancora alcune significative testimonianze. In questo periodo la cittadina si estese verso sud-ovest, dando origine al Borgo Nuovo.
Con atto del 17 dicembre 1385, rogato a Genova, il papa Urbano VI cedette "La Pietra" e le sue Ville, alla repubblica genovese in pagamento dell'aiuto dato dalle galee della repubblica che lo avevano liberato quando si trovava a Nocera, assediato dalle truppe di Carlo II d'Ungheria nuovo re di Napoli (favorevole all'antipapa Clemente VII). La Comunità pietrese retta da un Podestà inviato dalla Repubblica comprendeva le località di: Toirano, Boissano, Giustenice (dal 1448), Verzi (oggi aggregata a Loano), Ranzi (oggi aggregata al comune di Pietra), Borgio e Verezzi.
Pietra rimase fedele a Genova in molte occasioni, tra cui nella guerra del 1447 contro i marchesi di Finale e in quella del 1625 contro i Savoia per il dominio sul Marchesato di Zuccarello, cedendo i propri uomini all'esercito della repubblica. La repubblica genovese ricambiò spesso la fedeltà aiutando il borgo nello sviluppo economico e difendendolo dagli attacchi delle comunità limitrofe.
Risale al XVII secolo la nuova espansione edilizia lungo la sponda destra del torrente Maremola, che dà vita al nuovo quartiere denominato Ajetta (dalla brezza che vi spira), successivamente distrutto durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e ricostruito nel dopoguerra.
Con il Regno d'Italia, nel 1861, Pietra divenne ufficialmente Pietra Ligure in modo da distinguere il borgo marinaro ligure dalle altre località con lo stesso toponimo. Nell'Ottocento e nel Novecento, l'attività portuale avviata da Genova si incrementò ancora con la nascita dei cantieri navali (1916).
Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità Montana Pollupice, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[4] e in vigore dal 1º maggio 2011[5].

Borgio Verezzi (fonte wikipedia).

Finale Ligure (fonte wikipedia).

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